Venerdì sera sono stata alla nona GGD milanese. A sorpresa uno degli sponsor , Philips, ha messo a disposizione 6 gadget particolari, dei ferri da stiro. La consegna di questi gadget ha creato un po’ di sopresa tra le geek in sala e successivamente c’è stato una discussione con toni accesi anche su FriendFeed a cui ho preferito non partecipare.
Certo regalare un ferro da stiro a delle donne che frequentano queste cene per avere dei contatti con altre tecnologiche non sembra una bella mossa. E non era neppure molto in linea con gli argomenti degli speech, visto che il tema era la protezione e la sicurezza dei propri dati.
Pensandoci bene però, un senso ce l’ha, almeno dal mio punto di vista.
Io ho una casa e per la mia casa cerco di comprare le cose più innovative, per non smentirmi.
Il mio Roomba ha ormai qualche anno, sono una delle poche in Italia che ha comprato la Pastamore (l’unica cosa che mi permette di mangiare un piatto di pasta appena fatta a pranzo) , poi gli aspirapolvere, il Dyson, l’attuale LG. Qualsiasi cosa che abbia almeno l’apparenza di un gadget entra nella mia casa.
Inoltre sono molto attenta al risparmio energetico, argomento di cui ogni persona tecnologicamente avanzata dovrebbe occuparsi, perché più tecnologia si usa, più si alza il consumo di energia elettrica.
In quest’ottica un ferro da stiro che consuma il 20% in meno di energia è un gadget interessante, soprattutto se poi non lo si utilizza personalmente ma lo si condivide con altre persone addette allo stiro.
Parlando ancora di ADSL, torno a casa e sembra che non funzioni. Inoltre chi chiama il mio numero fisso si sente rispondere con il messaggio preregistrato che il telefono chiamato è spento o non raggiungibile.
Chiamo il 190, visto che da un paio di mesi sono passata a Vodafone e l’operatore fa una verifica in centrale dove riscontra dei problemi.
Non è la prima volta che chiamo il 190 per i problemi di velocità, il distacco da Telecom è stato fatto circa un mese fa, la volta prima l’operatrice mi ha dato una spiegazione confusa sul fatto che la velocità dipende dalla centrale (ma và) e di richiamare dopo aver eseguito speedtest.net, un po’ di volte per comunicare i valori. Non una parola sulla verifica della mia linea.
Questo operatore, invece, sembra un po’ più sicuro di se e dopo la verifica mi dice che apre il guasto presso Telecom, di solito viene verificato in 2 giorni lavorativi, ma cerca di sollecitare.
Stamattina mi chiama il tecnico Telecom e dice che viene a fare una verifica della linea, visto l’apertura del ticket da Vodafone.
Per la prima volta da quando ho a che fare con Telecom arriva un tecnico giovane, un aspetto un po’ da nerd e l’aria di capirci qualcosa.
Fa delle verifiche in casa e poi va in centrale che è esattamente a 3563 mt da casa mia. Mi chiama dicendo che ha trovato il problema, poi torna a casa a prendere gli strumenti che ha lasciato.
Alla fine di tutto è un mese che uso solo l’UMTS perché, quando è arrivata la richiesta da Vodafone, Telecom ha staccato la linea fissa, il numero non era più attivo e visto che per la privacy non sanno perché il numero non è attivo e la centrale è satura, mi hanno staccato anche l’ADSL e l’hanno riciclata per un altro utente Telecom.
Visto che Vodafone passa dall’ADSL anche per la linea fissa, il tecnico ha riattaccato il mio cavo ad una DSLAN solo ADSL.
Tutto questo a più di due mesi dal passaggio di operatore.
Per mia fortuna l’utilizzo dell’UMTS fino a novembre è gratuito e quindi non dovrebbe arrivarmi la fatturazione, e se arriva chiedo sicuramente il rimborso.
Mi chiedo, però, perché non sia possibile avere un qualsiasi servizio senza doversi sempre sbattersi a chiamare e sollecitare?
Verona ha da qualche mese zone WiFi ad accesso gratuito sia per i residenti che per i turisti, concentrate soprattutto nel centro della città, ma non solo. Basta recarsi con un documento di identità negli uffici preposti e si ottengono le credenziali per accedere nelle zone coperte dal servizio, contrassegnate da un cartello.
Il servizio permette di accedere al WiFi di altre città coperte dallo stesso servizio come Parma, Reggio Emilia, Piacenza e il Parco Sempione a Milano.
Il WiFi fornito dalla città è il primo passo per permettere un accesso semplice ed immediato ad internet a tutta la popolazione. Visto che a 10 Km dal centro di Verona, ci sono centrali che non permettono agli utenti di utilizzare una banda decente (ho appena fatto un test della linea da cui sto scrivendo, 609 kbps in download e 674 bps in upload) , che Telecom è l’unica proprietaria delle centrali e che dice chiaramente di non avere alcuna intenzione di aggornarle, la copertura tramite WiFi predisposta dai comuni è l’unica possibilità di avere una linea decente. Non so quando il comune in cui risiedo proporrà una cosa del genere, ma vedere che il capoluogo della provincia ha cominciato dà un po’ di speranza che questo accada in tempi abbastanza ristretti.
Parlando di città che hanno cominciato a attuare la copertura WiFi, da qualche giorno si parla in rete dell’inziativa del vicesindaco di Venezia, Michele Vianello, che per promuovere la partenza del servizio, il 3 Luglio ha organizzato il Bateocamp, un barcamp su un vaporetto (bateo), in cui i blogger potranno utilizzare la connessione WiFi, disponibile sul Canal Grande per creare contenuti e nel frattempo conversare con Vianello per proporre al comune idee e visioni. Tutte le informazioni su come si svolgerà la giornata si trovano sul wiki.
La connessione sarà poi disponibile da quel giorno gratuitamente per i residenti, che da oggi hanno cominciato a registrarsi su Cittadinanza Digitale, e da settembre per i non residenti (lavoratori o studenti). I turisti potranno utilizzare la connessione pagando una piccola cifra.